« la cattiva reputazione, le voglie sconfinate, la necessità di infinito. »

martedì, 08 dicembre 2009 @ 23:09

Non ce la faccio.

Giuro che domani edito tutto.

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lunedì, 30 novembre 2009 @ 00:19

Forse, forse..
quanto è simpatico -.-

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giovedì, 26 novembre 2009 @ 22:40

ieri ho ripreso.

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venerdì, 20 novembre 2009 @ 23:58

Non sto morendo, no. Ma quando mai. Ok, calmatemi. AHHHHH.

Poi, un giorno, editerò.

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lunedì, 16 novembre 2009 @ 22:29

La ferita brucia.
La pelle brucia. E non è un caso.

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domenica, 15 novembre 2009 @ 23:38

Nella nostra vita ci saranno sempre persone nuove. Persone che, in seguito, ci abbandoneranno perché troppo impegnate, troppo prese dalle loro cose. Persone che ci renderanno felici, ci faranno ridere, ci aiuteranno e allo stesso tempo ci renderanno tutto più difficile. Ci saranno amici, fidanzati, conoscenti, amanti. Tutti vanno e vengono. Ci saranno persone che, invece, andranno solamente. Persone che se ne andranno, non per loro volontà. Persone che qualcun altro, che sta al di sopra, si porterà via. Senza pietà. Senza pensare al male che potrebbe causare a noi, qui, la cosa. Senza un motivo, a noi valido. E per il resto della tua vita non puoi far altro che startene a ricordare. A festeggiare da sola, nei tuoi pensieri, il suo 18esimo compleanno. Anno dopo anno. Giorno dopo giorno. Ora dopo ora.

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mercoledì, 04 novembre 2009 @ 21:50

Vorrei trovare la forza per tornare a scrivere, per tornare a parlare di me e di quello che mi succede. Vorrei trovare la forza di parlare alla gente, di sfogarmi, un po' come fanno tutto. Vorrei trovare la forza di cacciar via tutta la rabbia, il rancore, il dolore e chi più ne ha, più ne metta. Vorrei trovare la forza di non starmene qui a piangere per delle stupide canzoni francesi, per starmene a cantare a squarcia gola e ridere di me stessa. Vorrei trovare la forza per essere felice, per davvero, e smetterla una volta per tutte di fingere. Vorrei trovare la forza di strapparmi questa maschera da dura e rimetterla solo quando ce ne sarà il bisogno, o addirittura mai più. Vorrei trovare la forza di essere un po' come il resto delle persone normali, di rendermi più superficiale e meno difficile, più espansiva e meno impacciata. Vorrei trovare la forza di mandarlo a quel paese, la forza di prendere l'iniziativa, di espormi per una volta nella mia vita, CAZZO. Vorrei trovare la forza di urlare al mondo il mio malessere che non fa altro che aumentare. Vorrei trovare la forza di cambiare tutto, me stessa compresa, di tornare quella di una volta, quella che faceva mille cazzate, che piangeva per delle cose stupide, che non pensava troppo. Quella di quando era tutto più facile.

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martedì, 27 ottobre 2009 @ 22:53

VASCONVOLTA.

E' stato "stupendo". Sono "senza parole".

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mercoledì, 14 ottobre 2009 @ 23:11

"Ti puoi salvare, metti tutta la forza che hai.."

Ti puoi salvare anche quando tutto sembra andare storto. Quando non hai voglia di andare avanti perché non c'è nulla per cui valga la pena svegliarsi la mattina. Quando il tuo sorriso muore, dopo appena un'ora dal risveglio perché devi assistere all'ultima cosa che volevi succedesse. Quando non fai altro che avere sonno, e dormire, e studiare e perdere tempo. Quando non puoi fare a meno di ricordare e abbandonarti alla malinconia. E a lui.
Ti puoi salvare perché, prima o poi, riuscirai a tornare quella di una volta. Troverai qualcuno, qualcosa che ti dia la forza. Sentirai dentro una voglia di vivere che ti farà guardare tutto con un occhio positivo. Perché tutto ritornerà. Lui, voi. O ci vuoi credere. Non importa.

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domenica, 11 ottobre 2009 @ 23:35

Ho passato ore di educazione fisica nello spogliatoio a scambiare chiacchierare con quelle che, in teoria, sarebbero dovute diventare le mie migliori amiche, ma sono poco più che compagne di scuola. Ho passato mattinate senza andare a scuola, svegliandomi comunque presto per studiare. Ho passato venerdì pomeriggio a prepararmi, a cercare insieme a Miriam quella fottuta strada, morendo anche un po' di paura aggirandoci per quelle strade buie. Ho passato un venerdì sera, ad una festa. Che festa? Bhè, era il compleanno di Antonio. Sì, topolino. Lui che mi è stato vicino, che mi consolava quando qualcun altro non c'era. E c'era anche lui alla festa. E' stato così bello vederlo, abbracciarlo e sentire il suo profumo entrarmi dentro, aggrapparsi ai miei vestiti e lasciarmi per un po' quella sensazione che provavo sempre prima, ogni volta che mi stava vicino. Un venerdì immersa, in un certo senso, nei ricordi. Un venerdì che poi era esattamente un anno dopo. Un anno dal nostro primo "appuntamento". E la cosa che fa ridere, più del fatto che io me ne sia ricordata, è che sia ancora qui a pensarci. Non è da matti? No, forse da idioti. Sono così idiota che mi ricordo ancora tutto. "Ora posso fare il pedofilo?" mi chiese, e mi baciò. E quanto vorrei tornare indietro non lo sa nessuno. Forse nemmeno lui che mi faceva battute, un po' zeppate, venerdì. Ho passato sabato sera, come al solito, in casa, a studiare. Sto passando una serata a piangere, a sopprimere rabbia e dispiacere, cercando consolazione in lui. Almeno.

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mercoledì, 07 ottobre 2009 @ 23:26

E' stato come fare un salto nel passato. Ad un anno fa.
Ho avuto il coraggio di parlargli, un coraggio che ha stupito lui e me. Un coraggio che mi fa sorridere e piangere allo stesso tempo.
Ma io ho bisogno solo di sorridere, in periodi come questi. E forse ho bisogno di lui. E vorrei averlo sempre, questo coraggio. Nella vita, in tutti ogni, in qualsiasi occasione. Ma non c'è.. non c'è, cazzo.

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domenica, 04 ottobre 2009 @ 22:39

"Che si dice?", mi chiede qualcuno.
Bhè, che si deve dire. Niente. Non si dice mai niente nella mia cazzo di vita. A parte che la maratona fotografica stamattina poteva andare meglio.

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venerdì, 02 ottobre 2009 @ 23:09

C'è gente che va, gente che viene.
C'è qualche bambino che, iperattivo, gioca con un pallone saltellando qua e là. C'è qualche vecchietto che, incuriosito, legge un giornale distribuito da un giovane pronto a tutto, anche a farsi sfruttare, per un po' di spiccioli.
Ci sono ragazzi che si incontrano, che saltano la scuola. Ci sono signori che, vedendoli, riconoscono in loro quello che erano qualche decina di anni fa, prima che diventassero schiavi della società, delle abitudini, della monotonia o di qualche moglie ossessionata dalla pulizia, o dai figli capricciosi.
C'è chi passeggia godendosi, almeno per un po', l'aria fresca e chi corre, in ritardo.
C'è chi entra, c'è chi esce da quella mostruosa costruzione di vetro, tanto moderna, al centro di una piazza che tanto moderna non è.
C'è chi fa il suo dovere e spazza e chi si è ridotto a fare l'ambulante.
C'è chi si appropria del suolo tentando di manifestare, chi solo per sedersi.
C'è chi viene, c'è chi va. Io resto qua. In bilico, in sospeso tra passato e futuro. A fissare Nisida, il mare nel suo splendore e il paesaggio deturpato di Bagnoli, tra le braccia di qualcuno che continua a tornare. Ed ogni volta, ti fa sorridere. Come due giorni fa.

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lunedì, 28 settembre 2009 @ 23:25

Una ragazza normale, della mia età, ha degli amici, con cui stare insieme, con cui uscire il sabato sera, con cui condividere gli anni della sua adolescenza. Una ragazza normale ha una migliore amica, perché crede ancora all'amicizia. Una persona, perché no, anche maschio, a cui poter raccontare tutto di se, con cui confidarsi, di cui sa tutto e non deve aver paura, può fidarsi. Una ragazza normale ha un ragazzo, o qualcuno che le sta dietro. Crede ancora nelle favole e nel principe azzurro, ai per sempre e a chi le dice di amarla. Una ragazza normale si diverte a stare tra la gente, a scherzare, a ridere. Una ragazza normale a scuola insegue i ragazzi, li conosce, ci chiacchiera, esce per i corridoi e scherza con tutti. Una ragazza normale esce di casa il pomeriggio anche se deve studiare, anche se rischia un brutto voto. Una ragazza normale ascolta Tiziano Ferro, non ascolta l'indie e la musica di cantautori ormai sepolti. Non legge libri, non guarda film, se non quelli d'amore. Una ragazza normale non sta da un anno dietro ad un 21enne che tra un mese si trasferisce a Londra.
Una ragazza normale è tutto quello che non sono io. Non credo più all'amicizia. Colei che mi considera la sua migliore amica lo fa, semplicemente, perché sono l'unica che le è rimasta. Non ho un gruppo di amici. Non esco più il sabato. Non ho un ragazzo e nessuno sembra essere interessato a me, particolarmente chi piace a me. Non credo all'amore. Ai sentimenti in generale. Il mondo è troppo brutto, la vita è troppo complicata, due persone non possono volersi bene a lungo. Non mi sento a mio agio tra la gente, sono complessata, evidentemente. Non riesco più ad accettarmi, mi sento terribilmente brutta, sia dentro che fuori, e non c'è niente che riesca a farmi cambiare idea, almeno per ora. L'unica cosa che faccio ultimamente è studiare, leggere libri e guardare film già visti come I Cento Passi o Fucking Amal, o Trainspotting. Non sorrido più perché voglio. Ormai il mio sorriso è solo apparenza, è il risultato di uno sforzo che faccio per non mostrarmi infelice e più apatica del solito. Le mie giornate sono tutte uguali, prive di senso. Non c'è niente che mi rassereni. Ogni tanto c'era lui, con qualche battutina. Da oggi passerò i prossimi 30 giorni a pensare a quanto, nonostante per un periodo abbia desiderato con tutta me stessa che non si facesse più sentire, mi mancherà il suo rompermi il cazzo.
Voglio solo essere normale. Come tutti, anche immatura, anche cretina. Normale, una buona volta. Superficiale. Voglio solo qualcosa, qualcuno per cui valga la pena svegliarsi la mattina.

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venerdì, 25 settembre 2009 @ 23:13

Settembre, ottobre. Fingo di non ricordare. Non lo so, più o meno, diciamo. Ed invece ricordo bene. Tu chissà. Non credo proprio. Ma allora perché volevi saperlo? Perché non lasciarmi in pace, eh? Basta, vattene via. Ti prego. Non riesco più a sopportare la tua indifferenza, il tuo menefreghismo, il tuo atteggiamento da "so tutto io". Non riesco più a sopportare di parlati, di scherzare e poi non arrivare a nulla. Non riesco più a sopportare il modo che hai di fare finta di nulla, come se non ti riguardasse, come se non ti importasse che, magari, io posso soffrirci. Non riesco a rassegnarmi all'idea di non poterti avere, con me. Di essere solo Sonia e nient'altro, per te. Non ci riesco.

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mercoledì, 23 settembre 2009 @ 14:53

Ho un sorriso stampato in faccia.
Perché? Semplice : ho incontrato Fabio.

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martedì, 22 settembre 2009 @ 23:30

Autostima sottozero. Però c'è qualcuno che mi ascolta.

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lunedì, 21 settembre 2009 @ 23:36

Piove.

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sabato, 19 settembre 2009 @ 00:57

Oggi è il mio onomastico. O meglio, lo era fino ad un'ora fa. Ed è passato meglio di quanto immaginavo : con un concerto dei Marta sui tubi. Mi hanno sorpresa, emozionata e quasi commossa. Per quell'ora, o poco più, mi sono sentita fuori dal mondo, lontana. Lontana da qualsiasi cosa. Dalle preoccupazioni per quest'anno scolastico che si preannuncia alquanto pesante, nonostante Cristina, ormai in classe mia, contribuirà ad alleggerirlo. Da lui, che prima o poi, andrà via dai miei pensieri, che esattamente un anno fa, iniziava a farmi del male. Da tutto ciò che mi interessa e, molto probabilmente, non avrò mai.
E' stata solo un'ora, ma intensa. Ed è bastata per farmi tornare a sorridere.

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martedì, 15 settembre 2009 @ 23:22

Che sciocca.
Pensavo di averci già messo una pietra sopra? Pensavo che tornare a scuola avrebbe spostato la mia attenzione altrove? Pensavo che dire basta, una volta per tutte, fosse così semplice?
Sì, a volte sono proprio stupida.
Purtroppo non è così semplice. Purtroppo è tutto troppo difficile. Purtroppo non faccio altro che pensarlo.
Pensare a lui che, senza lacrime, mi sta distruggendo. Da un bel po'.

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